L’ascesa dei dispositivi wearable per il mondo ospedaliero: obiettivi e limiti

I dispositivi wearable sono un’aspetto importante per avere uno stile di vita intelligente; ancora di più se questi sono applicati per salvare o monitorare lo stato di salute delle persone modificando il nostro modo di approcciarci alla malattia e l’interazione con il personale ospedaliero.

Indice

Introduzione

1. Panoramica sui dispositivi wearable

  • 1.1 Cenni storici
  • 1.2 Categorie e distinzioni
  • 1.3 Mercato e leader del settore

2. Dispositivi wearable e sanità: due mondi sempre più vicini

  • 2.1 Wearable per medici e chirurghi
  • 2.2 Wearable per la prevenzione di malattie
    • 2.2.1 mHealth nelle cure post-cardiochirurgiche
    • 2.2.3 Fitbit per la prevenzione del Covid-19
  • 2.3 Obiettivi dell’approccio wearable

3. Questioni delicate

  • 3.1 Divario digitale, divario sanitario e sovraccarico di dati
  • 3.2 Sicurezza, affidabilità e protezione dei dati del paziente
  • 3.3 Over diagnosis
    • 3.3.1 Caso Apple Watch
    • 3.3.2 Caso Baby Monitor

Conclusioni

Fonti

Introduzione

Con “dispositivi indossabili” (anche detti “wearable device“) si fa riferimento a un ampio ventaglio di tecnologie intelligenti che possono essere collegate tramite modalità wireless ad altri dispositivi elettronici come gli smartphone, permettendo non solo il rilevamento ma anche l’immagazzinamento e lo scambio di dati di diverso tipo, in maniera immediata e spesso senza il bisogno dell’intervento umano. Questi apparecchi hanno la funzionalità principale di lasciare le nostre mani libere, e di essere completamente personalizzati tramite software per aderire perfettamente agli impieghi a cui viene destinato. In questi ultimi anni, essi possono davvero essere una delle chiavi della trasformazione digitale per navigare verso uno stile di vita Smart, intelligente. Sono impiegati in diversi ambiti, come il settore produttivo, per la mobilità sul territorio e, soprattutto, in ambito sanitario.

I prodotti indossabili per il settore sanitario sono veri e propri dispositivi Smart per la salute e il benessere delle persone che possono aiutare medici e pazienti a gestire diverse patologie. Con l’ausilio di questa tecnologia i servizi ospedalieri possono veramente andare incontro ad una rivoluzione nel modo di lavorare e monitorare la salute dei cittadini.

D’altro canto, però, con questi mezzi di prevenzione possono esserci delle complicanze che possono portare a diversi problemi, tra cui l’over diagnosis. Di conseguenza, i pazienti potrebbero richiedere sempre più attenzioni per essere controllati dai dottori e portare così problemi per i servizi ospedalieri.

1. Panoramica sui dispositivi wearable

1.1 Cenni storici

La maggior parte delle persone crede che l’ascesa della tecnologia indossabile risalga ad un paio di anni fa, ma in realtà stiamo parlando di un fenomeno concretizzatosi nel 1960.

Il primo apparecchio tecnologico indossabile che viene definito in quanto tale è l’occhiale, inventato in Italia intorno al 1286 per correggere la vista. Nel 1644 fu inventato in Cina un anello contenente un pallottoliere, grazie al quale l’utente poteva svolgere rapidi compiti matematici.

Tutti noi oggi conosciamo il marchio GoPro relativo alle videocamere indossabili per registrare in prima persona in ogni condizione ambientale. Pochi sanno che esso è di proprietà di un’azienda californiana che a inizio ‘900 testò le telecamere indossabili su dei volatili per scattare, con l’ausilio di un timer, delle foto aeree.

Però, Il primo dispositivo indossabile vero e proprio risale agli anni ’60. Fu messo a punto da Claude Shannon, uno dei più grandi matematici di tutti i tempi, ed Edward Thorp, professore di matematica all’università MIT. Thorp era affascinato dalla possibilità di poter sconfiggere il banco nei giochi d’azzardo tramite degli algoritmi matematici adatti. I due, dopo aver studiato diversi aspetti dei giochi da casinò misero a punto un algoritmo effettivamente in grado di aumentare del 44% le probabilità di vincita al tavolo. Confezionarono l’algoritmo in un microcomputer grande come un pacchetto di sigarette, collegato con un sottilissimo filo ad un apparecchio acustico. Nascosero il computerino in una scarpa e andarono a provarlo al casinò di Las Vegas. Ad ogni giro di ruota comandavano con l’alluce il computer in modo che memorizzasse i tempi del passaggio della pallina su alcuni punti di riferimento. Con questi dati il computer restituiva sotto forma di nota musicale il settore della ruota nel quale si sarebbe fermata la sfera. Funzionava così bene che il Nevada mise fuorilegge il computer nel 1985.

Dopo l’avvento di questo mini-computer, è nato il primo orologio digitale Hamilton Pulsar, rilasciato nel 1972; tre anni più tardi la società americana lanciò la prima calcolatrice da polso.

Nel ’79 uscì il precursore dei conosciutissimi mp3: il Sony Walkman. Sony aprì la strada alla musica in movimento, cambiando così le abitudini di ascolto consentendo agli utenti di accedere a canzoni e album ovunque e in ogni momento.

Dopodiché, nacque il primo apparecchio acustico digitale, creato nel 1987 dalla Nicolet Corporation, composto da un’unità di elaborazione indossata sul corpo, precisamente sull’orecchio. 

Research In Motion lanciò nel 2003 il primo smartphone BlackBerry, che supportava e-mail, telefonate, testi, Internet e altri servizi wireless. Da questo momento in poi, la nostra vita non è stata più la stessa. Tra il 2000 e il 2006 nacquero, inoltre, il primo prototipo di auricolare adibito ad effettuare chiamate e il primo iPod.

Arriviamo così alla nascita del dispositivo wearable Smart per antonomasia: lo smartwatch. Più precisamente, nel 2009 si videro i primi modelli di Fitbit. Essi non sono altro che dei braccialetti che tramite impulsi a tecnologia wireless misurano frequenza cardiaca, passi effettuati, calorie bruciate e persino la qualità del sonno. Così, nel 2014, i big del settore della telefonia non tardarono a capire che l’ultima tendenza sarebbe stata quella della tecnologia wearable Smart. Infatti, Samsung e Google nel 2014 lanciarono le prime serie di modelli. Nel 2015 anche Apple lanciò nel settore l’Apple Watch con sistema operativo watchOS.

Come si può notare, i primi dispositivi indossabili hanno radici antiche e continuano ad evolversi grazie alle innovazioni e ai sistemi tecnologici. Tutt’oggi sono in continuo e costante aggiornamento; per questo si crede che saranno sempre più presenti nelle nostre vite e costituiranno il mercato del futuro.

1.2 Categorie e distinzioni

Parlando di tecnologie indossabili, occorre effettuare una distinzione in due categorie principali: soluzioni che generano esperienze di realtà aumentata/virtuale e soluzioni che forniscono servizi di assistenza personale. Le prime sono dispositivi e applicazioni create per fornire esperienze di realtà aumentata. Le seconde, invece, si traducono in dispositivi che integrano sistemi di elaborazione e di networking, ingegnerizzati in oggetti dalle piccole dimensioni, mobili e facilmente trasportabili. Entrambe le soluzioni per essere associate alle tecnologie indossabili devono possedere almeno un processore (CPU) e una batteria, devono essere piccole a sufficienza per essere indossate ed essere sempre disponibili, comode e facili da trasportare.

I dispositivi tecnologici indossabili hanno alcune caratteristiche che li distinguono da altri sistemi a loro assimilabili come smartphone e tablet: 

  • la loro capacità operativa in mobilità
  • la possibilità di essere usati anche senza uso delle mani
  • la presenza di sensori sofisticati come quelli per il bio-feedback e il monitoraggio fisiologico degli impulsi vitali
  • la capacità di attirare l’attenzione immediata dell’utente attraverso messaggi, notifiche e segnali di allarme
  • l’essere sempre online (batteria permettendo).

Fatta questa distinzione, gli ambiti in cui possono essere applicate le tecnologie wearable sono molteplici: scuola, salute, disabilità, terza età, aziende, trasporti, esercito, difesa, finanza, musica e gioco.

In questo elaborato ci soffermeremo sulla categoria di soluzioni che si occupano di leggere e monitorare caratteristiche fisiologiche e parametri vitali per finalità mediche con lo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone.

1.3 Mercato e leader del settore

Prima di analizzare l’impatto dei dispositivi wearable nel settore medico occorre analizzare la crescita economica di questi prodotti. Il mercato dei wearable device, secondo i dati statistici riportati da IDC (International Data Corporation), è in costante aumento. Infatti, durante il terzo trimestre del 2020 (3Q20) il mercato globale è cresciuto del 35.1% e le spedizioni nel mondo hanno raggiunto 125 milioni di unità. Il grafico 1 mostra il numero di spedizioni globali divise per tipologia di dispositivo wearable:

la spedizione di orologi intelligenti è cresciuta del 36.2% poiché molti fornitori hanno ampliato la loro gamma di prodotti per includere diverse fasce di prezzo. Possiamo notare che anche i braccialetti hanno avuto una crescita del 9.4% durante il trimestre. Altri tipi di dispositivi wearable, inclusi gli indumenti connessi e i dispositivi modulari sono diminuiti del 60.1% durante il trimestre. Queste tecnologie purtroppo diventano superflue di fronte alla maggiore popolarità dei dispositivi indossabili come gli smartwatch o i polsini.

Oltre a queste informazioni, IDC ha riportato il numero di spedizioni e la quota di mercato delle aziende più grosse nel campo di dispositivi wearable. La tabella 1 mostra per 6 aziende il numero di spedizioni di dispositivi wearable generici nel terzo trimestre del 2019 e 2020 e le rispettive quote di mercato. La tabella 2 mostra per 5 aziende il numero di spedizioni di dispositivi wearable da polso nel terzo trimestre del 2019 e 2020 e le rispettive quote di mercato. 

Dalle tabelle si evince che Apple ha guidato il mercato con una quota del 33.1% durante il trimestre. Gli AirPods insieme agli Apple Watch sono stati molto richiesti durante il periodo di pandemia e l’espansione della gamma Watch ha assicurato che i dispositivi fossero disponibili a diversi prezzi.

Xiaomi segue al secondo posto con 17 milioni di unità spedite, di cui oltre 13 milioni sono dispositivi da polso. Il prezzo basso combinato con l’espansione internazionale ha fatto crescere l’azienda del 26.4% in un anno.

Huawei si è classificata al terzo posto con un numero di spedizioni pari a 13.7 milioni di unità. Nonostante le sanzioni statunitensi, la società è stata in grado di guidare la crescita su mercati diversi, sebbene le sue spedizioni fossero concentrate in Cina. Tuttavia, non affidandosi a Google per i suoi orologi e avendo fornitori di componenti non americani, l’impatto sul business dei dispositivi wearable di Huawei è stato inferiore rispetto al dovuto.

La strategia Samsung di attaccare il mercato degli auricolari con più prodotti continua a dare i suoi frutti; questo dimostra perché la società si è classificata al quarto posto nel mercato dei dispositivi wearable. Le spedizioni di cuffie wireless hanno raggiunto quota 8.4 milioni durante il trimestre insieme a 2.6 milioni di smartwatch.

Fitbit e BoAt si sono classificati al quinto posto con il 2.6% del mercato. I nuovi dispositivi Fitbit lanciati verso la fine del trimestre sono stati accolti relativamente bene e un calo dei prezzi sui modelli precedenti ha aiutato l’azienda a rimanere nella top 5.
Nel frattempo, BoAt si concentra esclusivamente sul mercato indiano (un mercato in rapida crescita per i dispositivi indossabili) e principalmente vende auricolari. Sebbene le ambizioni restino forti per l’azienda, manca la presenza globale e la catena di fornitura dei suoi numerosi concorrenti.

Secondo gli esperti di IDC, l’impennata è stata guidata dal lancio di nuovi prodotti firmati Apple e Samsung che hanno contribuito a rinnovare l’interesse per smartwatch e auricolari wireless. La crescita sembra essere dovuta anche alla pandemia: i consumatori, non avendo speso soldi durante il 2020 per viaggi, ristoranti e altre attività ricreative, hanno investito nell’elettronica per rimanere a passo con i tempi.

Jitesh Ubrani, responsabile della ricerca IDC Mobile Device Trackers, a fronte di questi dati, ha affermato: “molti paesi hanno iniziato ad allentare le restrizioni e ad aprire le proprie economie durante il terzo trimestre. Questo ha contribuito a rafforzare l’attività fisica all’aria aperta e, di conseguenza, l’aumento delle richieste di dispositivi indossabili”.

“la crescita non solo indica una forte richiesta da parte dei consumatori, ma suggerisce anche che molte persone hanno ottenuto un dispositivo wearable per la prima volta”, ha affermato Ramon T. Llamas, direttore della ricerca IDC Dispositivi Mobili e AR/VR. Questo significa che ci saranno sempre più utenti di dispositivi indossabili in futuro e una maggiore propensione alla sostituzione dei dispositivi negli anni a venire. E, poiché alcune persone possiedono più prodotti wearable, il mercato dei dispositivi godrà di una richiesta sostenuta.

Ubrani aggiunge un’altra conclusione interessante e tematica centrale per i paragrafi che seguiranno: “in tutto il mondo molte organizzazioni hanno anche iniziato ad usare i dispositivi indossabili per aiutare la lotta contro il COVID-19. Non solo i dispositivi indossabili vengono utilizzati per monitorare i sintomi, ma anche per avvisare chi li indossa quando la distanza sociale non viene mantenuta”.

2. Dispositivi wearable e sanità: due mondi sempre più vicini

Come trattato nel paragrafo precedente, i dispositivi wearable stanno sempre più affondando le proprie radici nel mercato tecnologico mondiale, offrendo ad un numero crescente di utenti dei servizi attraverso i quali poter trasmettere e condividere informazioni in modo veloce e innovativo. Con i dispositivi wearable abbiamo la possibilità di raccogliere e controllare migliaia di dati ogni giorno. Gli ambiti principali di applicazione, secondo la Beecham Research, sono identificabili in sette settori principali: sicurezza, medicina, benessere, sport e fitness, informatica, comunicazione e glamour.

Fonte: Beecham Research

le funzioni delle tecnologie wearable sono diverse e cambiano in base al contesto e da chi le utilizza. Vedremo nel corso del capitolo diversi esempi di applicazione di dispositivi indossabili con il fine di facilitare i compiti all’interno del mondo sanitario e semplificare le modalità di prevenzione per i pazienti.

2.1 Wearable per medici e chirurghi

Un esempio di applicazione di tecnologia wearable applicato al campo della medicina è avvenuto il 16 aprile 2014 presso l’ospedale Humanitas di Milano. Il chirurgo, mentre procedeva con l’operazione in sala operatoria, poteva trasmettere tramite gli occhiali tecnologici ciò che stava guardando ad una squadra di specialisti collegati in un’altra stanza. Secondo i medici, avere un punto di vista del chirurgo impegnato in un delicato intervento per vedere i movimenti delle mani e osservare quello che gli sta intorno in sala, ha un’importante finalità didattica e formativa. Infatti, questo mostra un’idea molto chiara di come un operatore esperto si muove e osserva durante un intervento lungo e molto complesso. I Google Glass sono uno strumento comodo da indossare e non occupano spazio all’interno del campo visivo. Infatti, lo schermo non è centrale, ma è spostato sul lato in modo tale da permettere al chirurgo di lavorare liberamente e concentrarsi sull’intervento.

Questo è stato solamente uno dei primi utilizzi di dispositivi wearable utilizzati in Italia dai chirurghi o personale sanitario con lo scopo di trasmettere l’intervento in diretta ad un’altra equipe di medici o specializzandi. Al giorno d’oggi possiamo dire che l’utilizzo che ne hanno fatto i medici dell’Humanitas nel 2014 è solo la punta dell’iceberg.

Infatti, in situazioni di emergenza o in caso di applicazione di procedure particolarmente complesse, i Google Glass possono essere usati per assistere i professionisti coinvolti nell’intervento. Gli anestesisti, ad esempio, potrebbero beneficiare dei Glass durante un intervento rianimatorio per avere una visione in tempo reale, ancor prima di arrivare sullo scenario operativo, dei parametri vitali del paziente (come battito cardiaco, pressione, saturazione). Oltretutto, potrebbero consultare tramite comandi vocali la cartella del ricoverato, il risultato degli esami avvenuti in precedenza ed eventuali obiettivi attivati dal personale sanitario. Inoltre, questo tipo di strumenti può essere un importante dispositivo per l’interazione fra chirurghi in tempo reale che si trovano impegnati in sale operatorie differenti. 

Tutte queste considerazioni potrebbero facilitare la consultazione da parte del medico delle informazioni relative al paziente velocizzando l’attenzione su alcuni particolari di aiuto in un determinato momento. Infatti, per rendere il tutto ancora più performante, i dati sono reperibili tramite il comando vocale e senza l’ausilio delle mani, evitando così la contaminazione della sala operatoria.

2.2 Wearable per la prevenzione di malattie

Oltre che ad aiutare i chirurghi durante i loro interventi in sala operatoria, le tecnologie wearable, se usate da persone normali, rivestono ormai da tempo un ruolo preventivo e di monitoraggio dei parametri vitali. Infatti, quando parliamo di dispositivi indossabili per la salute, citiamo una vastissima gamma di tecnologie. Facendo qualche esempio, la frequenza cardiaca può essere misurata con un ossimetro integrato in un anello, l’attività muscolare con un sensore elettromiografico incorporato negli indumenti, lo stress con un sensore incorporato in un braccialetto e l’attività fisica o i modelli di sonno tramite un accelerometro in un orologio. Inoltre, il periodo più fertile di una donna può essere trovato con un monitoraggio dettagliato della temperatura corporea, mentre i livelli di attenzione mentale possono essere monitorati con un piccolo numero di elettrodi per encefalogramma (EEG). Insomma, i dispositivi indossabili dei consumatori possono fornire feedback personalizzati, immediati e orientati agli obiettivi in base a dati di tracciamento specifici ottenuti tramite sensori e fornire funzionalità di lunga durata senza richiedere una ricarica continua. Il loro fattore di forma ridotta li rende più facili da indossare continuamente. L’unica pecca è che gli smartphone debbano ancora elaborare i dati in arrivo per la maggior parte di questi dispositivi.

Questi dispositivi possono cambiare radicalmente il modo in cui viviamo la salute e prevenire alcuni tipi di malattie con cui dobbiamo avere a che fare. Nei paragrafi successivi, verranno illustrati un paio di esempi di come le tecnologie wearable possono monitorare e, molte volte, prevenire diverse malattie. Tutti questi sistemi sono stati utilizzati e testati nel mondo di tutti i giorni e i risultati sono stati sorprendenti, come vedremo nei paragrafi successivi.

2.2.1 mHealth nelle cure post-cardiochirurgiche

I dispositivi wearable mHealth hanno dimostrato di essere estremamente efficaci nel monitoraggio dei pazienti ad alto rischio dopo un intervento chirurgico al cuore. La fibrillazione atriale (FA) è un battito cardiaco irregolare che può aumentare la possibilità di ictus. I ricercatori coinvolti nello studio sviluppato allo Scientific Session 2020 dell’American Heart Association hanno seguito 336 pazienti che si stavano riprendendo da un intervento di cardiochirurgia in otto centri medici canadesi. Nessuno dei partecipanti allo studio aveva precedenti di FA prima dell’intervento chirurgico ed erano tutti a rischio ictus in base a fattori come la salute cardiaca, gli interventi subiti e l’età. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a due gruppi: 163 pazienti sono stati sottoposti a 30 giorni di monitoraggio del ritmo cardiaco in tempo reale 24 ore su 24 attraverso un dispositivo indossabile sul petto di mHealth. I restanti 173 pazienti hanno costituito il gruppo di controllo e hanno ricevuto 30 giorni di cure abituali senza test di elettrocardiogramma a meno che non fosse ritenuto necessario dal punto di vista medico. 

I ricercatori hanno scoperto che nel gruppo di pazienti che indossava il dispositivo mHealth 24 ore su 24, la fibrillazione atriale è stata rilevata ad un tasso 10 volte superiore rispetto a quelli che hanno ricevuto cure post-operatorie standard. Nel dettaglio, si è verificata una fibrillazione della durata di sei minuti in 32 pazienti (19,6%) del gruppo monitorato con mHealth e in 3 pazienti (1,7%) del gruppo standard di controllo. Il ricercatore Subodh Verma sottolinea: “il nostro studio mette in luce come questi dati possono aiutare e informare i medici sull’importanza della sorveglianza e della vigilanza nei pazienti ad alto rischio di ictus.”

2.2.3 Fitbit per la prevenzione del Covid-19

Lo studio effettuato da Fitbit ha coinvolto gli utenti statunitensi e canadesi a partecipare ad un sondaggio su coloro che avevano contratto il virus Covid-19 per segnalare i sintomi che hanno manifestato e per fornire dati demografici come età, sesso, indice di massa corporea e informazioni di base medica pertinenti. I partecipanti sono più di 100.000 e hanno segnalato più di 1.000 casi di coronavirus. Fitbit potrebbe essere in grado di rilevare la presenza del Covid-19 nei pazienti ancora prima che inizino a sentire i sintomi. Con la ricerca raccolta nel suo studio, Fitbit spera di creare un algoritmo in grado di rilevare il coronavirus prima del verificarsi dei sintomi grazie a parametri fisiologici come frequenza respiratoria, frequenza cardiaca a riposo e variabilità della frequenza cardiaca.

I risultati suggeriscono che i dispositivi indossabili Fitbit possono rilevare quasi il 50% di casi Covid-19 un giorno prima che i partecipanti segnalino l’insorgenza dei sintomi, con una specificità del 70%. È un dato molto importante perché le persone possono trasmettere il virus prima che si rendano conto di avere sintomi. Se si riuscisse a far sapere alle persone che dovrebbero sottoporsi al test un giorno prima dell’inizio dei segni della malattia, potrebbero isolarsi e cercare assistenza subito, contribuendo a ridurre la diffusione del virus. Lo studio indica che la frequenza respiratoria e cardiaca possono essere usate per l’insorgenza di malattie soprattutto se monitorare quando l’utente dorme. I ricercatori hanno scoperto che in molti casi la variabilità della frequenza cardiaca diminuisce, mentre la frequenza cardiaca a riposo e respiratoria aumentano nelle persone con i sintomi. In alcuni casi, tali misure possono segnalare cambiamenti nella salute di una persona quasi una settimana prima che i sintomi vengono segnalati.

Fitbit ha lanciato diversi progetti alla luce di questo studio. Uno di questi è la soluzione Ready for Work, un servizio che comprende un check-in sanitario giornaliero per i dipendenti e una dashboard di analisi per i loro datori di lavoro in modo tale da controllare che i lavoratori non abbiano contratto il virus.
Inoltre, ha rilasciato una funzione per l’applicazione Fitbit in cui gli utenti possono connettersi virtualmente con un medico e accedere alle informazioni sull’allenamento al chiuso in base ai sintomi da Covid-19.

Alla luce di tutto questo, Fitbit dichiara che, una volta identificati questi segnali iniziali, il loro lavoro continuerà nello sviluppo di un algoritmo per rilevare malattie cardio-respiratorie come il Covid-19 e si concentrerà sulla ricerca ampliata in un ambiente reale.

2.3 Obiettivi dell’approccio wearable

Abbiamo visto che le tecnologie wearable possono ricoprire un ruolo importantissimo per prevenire e monitorare le malattie, soprattutto se questi dispositivi sono indossati dai pazienti e i dati raccolti sono gestiti e studiati da personale esperto come medici, anestesisti o ricercatori. Queste applicazioni hanno trovato gioia in un periodo tutt’altro che felice, come è stato tutto il 2020 e come sarà, probabilmente, ancora buona parte del 2021. Infatti, il confinamento da coronavirus ha costretto la chiusura di molte strutture ospedaliere e ha messo le persone nelle condizioni di dover rinunciare anche al loro diritto di continuità assistenziale e di cura. Tutto ciò ha portato ansia, stress e sconforto. Quindi, quale momento più adatto se non quello che stiamo vivendo per accelerare i tempi nell’implementazione di strumenti già in uso per digitalizzare il processo medico-sanitario e di assistenza al paziente. Così, entra in gioco la telemedicina; essa rappresenta infatti lo strumento ideale per garantire ai pazienti più fragili una tutela continuativa, una maggiore sicurezza all’infuori dell’ospedale, una migliore qualità di vita e un benessere psicologico. In questo modo cambia completamente il rapporto medico/paziente, in cui gli esperti possono interagire con le persone più fragili tramite l’uso della tecnologia informatica e comunicativa.

La forma di telemedicina che comprende l’utilizzo di tecnologie indossabili è la disciplina del telemonitoraggio. Il telemonitoraggio è tipico per le persone più fragili come gli anziani, i pazienti con patologie croniche, cardiovascolari o diabetiche. Per queste persone è necessario una continua supervisione dei parametri vitali come la frequenza cardiaca e respiratoria, la pressione e la glicemia, senza dimenticare le abitudini comportamentali come il sonno e l’alimentazione. Tutti questi fattori sono fondamentali per stabilire la corretta terapia da somministrare. Così, con questa modalità il paziente, grazie all’utilizzo dei dispositivi wearable come lo smartwatch, produce giornalmente delle cartelle elettroniche tramite le quali viene monitorato costantemente a distanza. I dati acquisiti vengono trasmessi in tempo reale ad una centrale di monitoraggio che li elabora e li interpreta. In caso il sistema riscontri la presenza di un dato alterato, si attiva un allarme che viene immediatamente sottoposto all’attenzione del personale sanitario specializzato. Qualora si valuti un peggioramento dello stato di salute del paziente, il dato allarmante viene esposto all’attenzione del personale medico, che può decidere di effettuare una consultazione con il paziente o, in casi più gravi, al ricovero immediato.

Tramite il telemonitoraggio e la telemedicina, quindi, è possibile creare una cartella digitale personalizzata del paziente, con accesso remoto, consultabile dal medico di base o dal personale ospedaliero adibito. Come dicevamo prima, è una rivoluzione del rapporto medico/paziente, reso possibile dalla telecomunicazione e, soprattutto, dai dispositivi wearable. Nei prossimi anni, così, potremmo assistere a una conseguente digitalizzazione completa del modo di curarsi e preventivare le malattie.

Sicuramente, la telemedicina e, in generale, la tecnologia indossabile rappresenta una nuova frontiera per il personale medico-sanitario che porta con sé una serie di obiettivi:

3. Questioni delicate

Perchè se gli obiettivi sono così numerosi e positivi non abbiamo ancora adottato del tutto questo approccio nel settore ospedaliero? Purtroppo, come per ogni tecnologia moderna, ogni qual volta si incontrano aspetti positivi, si va incontro ad altrettanti aspetti negativi. Infatti, in tutto il mondo non siamo ancora pronti a questo modo di vivere la sanità per una serie di motivi che verranno illustrati di seguito.

3.1  Divario digitale, divario sanitario e sovraccarico di dati 

Una prima considerazione va fatta sul divario tecnologico e sanitario che si trova nel mondo odierno. Dobbiamo considerare che il mercato dei dispositivi wearable è ancora in crescita e non tutte le persone si fidano o si possono permettere economicamente questi dispositivi. Soprattutto bisogna considerare ancora di più il divario sanitario che abbiamo nel mondo. Già se confrontiamo ospedali americani con ospedali italiani notiamo una differenza a volte abissale tra le due realtà. Così, essendoci queste diversità nel mondo come si può pensare di digitalizzare completamente tramite le tecnologie wearable il settore ospedaliero?

Un altro aspetto altrettanto importante è la difficoltà di gestire una mole di dati enorme prodotta da questi dispositivi indossabili. Se pensiamo che un solo prodotto wearable registra e trasmette migliaia di dati ogni giorno, con più allarmi generati contemporaneamente potremmo andare incontro ad un sovraffollamento degli ospedali e una mancata cura per ogni paziente. Abbiamo visto gli effetti della saturazione degli ospedali con il coronavirus e sappiamo bene i rischi di questa realtà. Occorre stabilire tramite diversi studi dei paletti entro i quali i sistemi wearable generano allarmi e diagnosi accurate.

3.2  Sicurezza, affidabilità, e protezione dei dati del paziente

Attualmente, i dispositivi indossabili esistono all’interno di una zona grigia per quanto riguarda la sicurezza dell’utente. È altamente concepibile che le persone possano diventare eccessivamente dipendenti da sistemi automatizzati che forniscono un falso senso di sicurezza o alimentano una diagnosi errata auto-guidata. I pazienti potrebbero anche soffrire di conseguenze negative di un eccessivo automonitoraggio, trovandolo scomodo, invadente e spiacevole. Ad esempio, diversi studi hanno osservato che i diabetici di tipo 2 che hanno auto-monitorato la propria concentrazione di glucosio nel sangue non hanno beneficiato di un aumento del controllo glicemico ma piuttosto hanno trovato la loro malattia più intrusiva. È probabile che l’interazione tra un dispositivo indossabile e un paziente sia complessa e ulteriori ricerche devono considerarli in modo più dettagliato. Ad esempio, è probabile che la personalità di un individuo svolga un ruolo chiave nel determinare l’utilità percepita di un dato dispositivo.

Fonte: macitynet

Anche l’affidabilità e la validità dei dispositivi indossabili è preoccupante. I dispositivi sono commercializzati con la premessa che aiuteranno a migliorare la salute e la forma fisica generale, ma la maggior parte dei produttori non fornisce prove empiriche a sostegno dell’efficacia dei prodotti venduti. Recenti confronti tra vari dispositivi indossabili per il monitoraggio dell’attività fisica hanno mostrato grandi variazioni di precisione tra i diversi dispositivi, con margini di errore fino al 25%. Questa è una grave discrepanza e fa eco ai problemi riscontrati nel mercato delle app mediche. Ad esempio, una revisione in JAMA Dermatology ha mostrato che le app per smartphone per il rilevamento del melanoma hanno un tasso di fallimento del 30%. La mancanza di affidabilità è un serio ostacolo che deve essere affrontato molto prima che un dispositivo possa essere preso in considerazione per qualsiasi applicazione medica.

Infine, per pazienti e medici, la privacy e la sicurezza dei dati personali generati dai dispositivi indossabili dei consumatori rimane problematica. Gli utenti che oggi acquistano dispositivi indossabili spesso non “possiedono” i propri dati. Invece, i dati possono essere raccolti e archiviati dal produttore che vende il dispositivo. Il fatto di ricevere solo un riepilogo dei risultati estratti da questi dati crea un paradosso piuttosto strano per l’utente: è il proprietario del dispositivo, ma non dei dati risultanti. Alcuni produttori addebitano agli utenti una tariffa mensile per l’accesso ai propri dati grezzi, che vengono regolarmente venduti ad agenzie di terze parti. Altre aziende sono anche disposte a condividere la posizione, l’età, il sesso, l’email, l’altezza, il peso o le attività monitorate dal sistema di posizionamento globale (GPS) “anonimizzate” degli utenti. Algoritmi sofisticati possono ora incrociare i dati biometrici generati da dispositivi indossabili con altre “tracce digitali” del comportamento e possono rivelare l’identità di una persona. La ricerca sulle “tracce digitali” da altre fonti (ad es. I social media) dimostra che queste possono essere molto accurate quando si tratta di prevedere la personalità e i comportamenti a rischio, due tratti molto individuali e personali. Inoltre, alcuni dispositivi indossabili sono facili da hackerare grazie a varie tecnologie di comunicazione che aiutano il trasferimento di dati tra dispositivi indossabili e smartphone. Sebbene le conseguenze degli attacchi siano ridotte per i dispositivi indossabili non invasivi, un attacco informatico ben coordinato potrebbe portare alla compromissione, alla perdita o alla distorsione dei dati sulla salute dei pazienti.

3.3  Over diagnosis

Quando parliamo di tecnologie wearable non possiamo non citare un problema troppo poco discusso ultimamente ma che riveste un ruolo importante in campo medico: il tema dell’over-diagnosis (sovra diagnosi). Una persona che tiene sempre monitorati i suoi parametri vitali attraverso uno smartwatch o qualsiasi altro dispositivi indossabile potrebbe essere soggetta a condizionamento ed essere portata a svolgere trattamenti o cure non necessarie. Di conseguenza, gli ospedali sprecano tempo e risorse importanti per curare persone ipocondriache e facilmente condizionabili al posto di concentrarsi sulle persone veramente bisognose e in difficoltà. 

“La maggior parte delle funzionalità incluse nei dispositivi indossabili di livello consumer sono basate su una solida scienza”, ha affermato in una e-mail il dott. Jonathan Peake, docente presso la Queensland University of Technology. “Tuttavia, credo che le aziende potrebbero impegnarsi maggiormente con ricercatori indipendenti per convalidare i loro prodotti, ovvero fornire prove da riviste pubblicate e sottoposte a revisione paritaria che i loro prodotti corrispondono, in misura ragionevole, ai metodi standard utilizzati per misurare tali dati biometrici. “

3.3.1     Caso Apple Watch

Dopo aver annunciato la funzionalità dell’elettrocardiogramma (ECG) di Apple Watch Series 4 a settembre 2018, alcuni medici sono rimasti sgomenti che la Food and Drug Administration abbia autorizzato il software ECG dell’Apple Watch senza sottoporlo a revisione tra pari. Anche se Apple afferma che non è uno strumento diagnostico, l’idea è che rilevi i ritmi cardiaci irregolari e la fibrillazione atriale. Entrambi potrebbero segnalare gravi problemi di salute.

Apple Watch utilizza meno derivazioni rispetto a un ECG che riceveresti nello studio del tuo medico. Quando si parla di salute, più indizi e valori si hanno a disposizione, più modi si hanno di guardare e stabilire una diagnosi per il tuo cuore. Un singolo aspetto offre solo un unico punto di vista. 

I medici sono preoccupati per i falsi positivi. La fibrillazione atriale non è molto comune nei giovani e sono loro le stesse persone che probabilmente acquisteranno l’Apple Watch. Secondo gli esperti, l’inesattezza dell’orologio è accettabile in una popolazione con un alto tasso di malattia, perché ci si aspetta di trovare molti casi di fibrillazione atriale. Ma in una popolazione giovane, quello stesso grado di imprecisione diventa un problema. Un falso positivo potrebbe mandare un sano di 35 anni in una tana di test costosi e non necessari. La preoccupazione principale è creare una generazione di ipocondriaci. Le variazioni della frequenza cardiaca sono normali e ben comprese, quindi i medici possono facilmente rassicurare i pazienti che stanno notando i cambiamenti.

3.3.2     Caso baby monitor

A differenza dell’ECG di Apple, i baby monitor indossabili sono in circolazione da molto più tempo e stanno causando tutti i tipi di mal di testa ai pediatri. Sebbene non siano approvati, affermano di monitorare la frequenza cardiaca dei bambini e i livelli di ossigeno nel sangue. Possono anche portare a una diagnosi eccessiva. “Non ci sono prove che i monitor fisiologici infantili di consumo siano salvavita, e vi è un potenziale danno se i genitori scelgono di usarli”, secondo gli autori di uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association. Secondo la dottoressa Elizabeth Murray, pediatra del Golisano Children’s Hospital dell’Università di Rochester, “Posso facilmente dire che mi sono presa cura di molti più bambini che hanno avuto allarmi accidentali da questi dispositivi rispetto a quelli che sono veramente malati”, ha detto Murray. Termina dicendo: “Non riesco a ricordare un momento in cui abbiamo effettivamente trovato un vero problema”.

4.   Conclusioni

Mentre molti sostengono i dispositivi indossabili come strumenti che rivoluzioneranno la medicina del 21° secolo, rimane altamente probabile che, come molte tendenze tecnologiche, questi gadget commercializzati in massa andranno alla deriva nell’oscurità. Tuttavia, data la loro continua popolarità, in particolare tra coloro che mantengono già un occhio vigile sul proprio stile di vita, gli operatori sanitari potrebbero dover prepararsi per un aumento dei pazienti che portano i dati indossabili alla loro prossima consultazione. Ciò può generare ulteriore confusione e ansia sia per il medico che per il paziente. Ancora più preoccupante, il margine di errore può essere elevato quando i pazienti senza formazione medica tentano di attribuire i sintomi ad un flusso specifico di dati da dispositivi che potrebbero essere inaffidabili. In alternativa, se sono in atto strutture che consentono l’integrazione di dispositivi indossabili nei sistemi sanitari, ciò potrebbe, a sua volta, dare il via allo sviluppo di programmi di convalida che andrebbero ad affiancarsi a una formazione adeguata per gli operatori sanitari. Queste conoscenze e comprensioni potrebbero quindi essere diffuse ai pazienti man mano che i dispositivi convalidati diventeranno standardizzati, fornendo dati sia individuali che aggregati a pazienti, governi e operatori sanitari. Andando avanti, medici, ricercatori e informatici dovrebbero cercare di lavorare insieme e aprire un dialogo costruttivo su come affrontare e accogliere questi progressi tecnologici in modo da garantire che la tecnologia indossabile possa diventare una risorsa preziosa per l’assistenza sanitaria nel 21° secolo. Solo così renderemo veramente il mondo il cui viviamo totalmente Smart dal punto di vista sanitario.

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